11/05/2012

SEZIONE SICILIA NEWS Gazebo addio, marciapiedi off-limits per i commercianti palermitani

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA A partire dal 16 maggio l’utilizzo di strutture esterne a pub, ristoranti, sarà consentito solo nelle aree chiuse al traffico

PALERMO - Mai più gazebo di attività commerciali a Palermo. E’ stata firmata l’ordinanza che vieta a partire dal 16 maggio l’utilizzo di strutture esterne a pub, ristoranti, pizzerie che d’ora in poi potranno essere montate soltanto nelle aree chiuse al traffico - davvero poche in città -, nell’infinita attesa di un definitivo Piano urbano che finora ha soltanto ottenuto l’avallo della Commissione urbanistica, e previa autorizzazione comunale.

MARCIAPIEDI OFF-LIMITS - La battaglia è stata condotta dal Commissario straordinario, Luisa Latella, assieme alla Polizia municipale: marciapiedi quindi off-limits per gli esercenti, che storcono il naso e annunciano che saranno costretti a licenziare del personale. “Per Palermo, che non vive di industrie, ma di impiegati comunali e piccole-medie aziende, si tratta di un duro colpo - racconta il proprietario di un noto locale di ristorazione e degustazione in centro - : significherà una perdita di 200 posti di lavoro”.

Guerra ai gazebo abusivi

 
 

MULTE - L’ordinanza prevede multe pesanti e la chiusura temporanea di tutte quelle attività dotate di qualsiasi tipologia di struttura che invade la carreggiata o che si colloca abusivamente sul suolo pubblico. “Piuttosto che penalizzare queste attività, costringendole a smantellare a proprie spese tutte le strutture installate abusivamente, perché invece non aiutiamo i gestori dei locali a mettersi in regola? – si chiede Giuseppe La Barbera di Fli -. In questo modo si combatte l’abusivismo senza frenare l’economia della città”.

LA NORMATIVA - Chi è già in possesso dell’autorizzazione continuerà ad usufruirne fino alla scadenza, successivamente dovrà rispettare la nuova normativa. “Abbiamo dato 60 giorni di tempo ai proprietari per togliere i gazebo - dice il comandante della Polizia municipale, Serafino Di Peri -. Se non ottemperano, l’amministrazione comunale con i propri mezzi o con ditte private provvederà alla rimozione. Seguirà a questo un inasprimento delle sanzioni nei confronti degli esercenti”.

ABUSIVISMO COMMERCIALE - Secondo Di Peri a dare una spinta forte a questo provvedimento è il cosiddetto controllo integrato del territorio, “un progetto avviato 17 mesi fa e che – conclude - vede la stretta collaborazione di Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza alle attività, tra le altre, di contrasto all’abusivismo commerciale”.

Fonte Italpress

11 maggio 2012

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SEZIONE SICILIA NEWS CATANIA Fanno da pacieri in una rissa: padre e figlio gambizzati

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA È questo il movente della sparatoria
avvenuta ieri sera nella zona di Ognina

CATANIA - Sarebbero rimasti feriti da colpi di pistola alle gambe perché avrebbero fatto da pacieri in una rissa. È questo il movente della sparatoria avvenuta ieri sera nella zona di Ognina a Catania in cui sono rimasti coinvolti il titolare di una rosticceria, di 50 anni, e suo figlio, di 29. I due sono ricoverati, uno con una ferita alla gamba destra e l'altro a quella sinistra, nell'ospedale Cannizzaro. Durante la sparatoria un proiettile avrebbe centrato anche l'auto di un passante, rimasto illeso. Sull'episodio indagano i carabinieri.

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

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SEZIONE SICILIA NEWS CATANIA Dal degrado nascono fiori: parcheggio abusivo diventa giardino

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un gruppo di volontari ha adottato uno spazio abbandonato e lo ha trasformato in un luogo di bellezza e relax

 

CATANIA - Fiori e profumi al posto del degrado. Un posto brutto, sporco e dimenticato è diventato un giardino. Succede a Catania, dove in sei mesi un gruppo di volontari ha adottato uno spazio abbandonato e pieno di erbacce, e lo ha fatto diventare un luogo di bellezza e relax, tanto da ambientarci perfino lezioni di yoga all'aperto. E pure un orto sociale dove, spiegano, "spenta la tv, ritroviamo il piacere di coltivare una lattuga scambiando due chiacchiere al tramonto". GAR - I soci del Gar (Gruppo azione risveglio) hanno compiuto il miracolo, faticando non poco con zappe, carriole, pennelli. Ma alla fine, fatica premiata: nel loro giardino in via Pietro Verri 8 ci sono aiuole fiorite e colonne colorate, una tenda parasole e sedili per condividere buona compagnia. E pensare che quand'erano arrivati ci avevano trovato residui di un vecchio parcheggio abusivo, sei pilastri e qualche sparuto muretto, sterpaglie e rottami. PARTECIPAZIONE - Domani mattina, sabato 12 maggio, lo regaleranno alla città, ma non solo: "Non è stata solo la trasformazione di un abuso edilizio in un'opera creativa - spiega Salvo Grillo del GAR - ma la gente del quartiere ci ha detto adesso “non ci abbandonate, non andatevene mai”. Gli abitanti hanno iniziato a prendersene cura e a proteggerlo, come se il modello positivo di partecipazione si fosse propagato". Per i volontari, è la risposta alla negligenza delle amministrazioni pubbliche: "Mentre molti parchi comunali - spiegano - versano in condizioni indecorose nonostante fruiscano di risorse della collettività". I LAVORI - I soldi necessari sono stati raccolti attraverso eventi che hanno organizzato dentro una ex chiesetta del '700, anch'essa salvata dall'abbandono. Ma pure vendendo le piantine del giardino. Due artisti catanesi, Vlady Art e Caterina Itala, hanno regalato il proprio talento al giardino dipingendo le strutture ed i giochi per i bambini: "i sei pilastri erano un'incompiuta, volevo decorare qualcosa che fosse brutto per eccellenza - ha detto Vlady - la mia è stata una sfida estetica. A terra ho pure disegnato a modo mio il gioco “sciancatello”: adesso ogni casella ha i pois". C'è perfino un'aiuola per i disabili, realizzata pensando alle persone con disabilità motorie e sensoriali. E una casetta, a disposizione di chi voglia usarla per farne un Gruppo di Acquisto Solidale. Un “attestato di amicizia” sarà consegnato ai militari della base americana NAS di Sigonella: pure loro, nel tempo libero, hanno dato una mano ai volontari.

Fonte Italpress 11 maggio 2012

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SEZ. DISABILITà NEWS Aics, a Raffadali via al progetto "Benessere" per i disabili

Aics, a Raffadali via al progetto "Benessere" per i disabili

Ha preso il via a Raffadali, ma l'iniziativa è estesa anche alla città di Agrigento, il progetto "Benessere", rivolto principalmente alle persone disabili. Il progetto è finanziato dall'assessorato regionale alla Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro della Regione Sicilia. Il piano intende dare l'opportunità a diverse persone con bisogni speciali, di acquisire abilità cognitive, relazionali e pratico-organizzative, miranti a migliorare il loro benessere psico-fisico. Tutto ciò, attraverso una serie di attività operative piacevoli, quali lo sport, la musica, il contatto con la natura, le attività creatività, e lo svago.

"Per poter parlare di benessere psico-fisico - riferisce Fabrizio Ragusa, responsabile del progetto - è quanto mai necessario essere autonomi e consapevoli nello svolgere tutto ciò che serve nella vita quotidiana". L'iniziativa è dell'Aics che, come organismo associativo con finalità promozionali ed assistenziali nell'ambito sociale, dello sport e della cultura, diviene così soggetto attivo nel processo di inclusione sociale dei soggetti svantaggiati e a rischio di emarginazione, favorendo la loro crescita formativa, sociale e culturale.

FONTE AGRIGENTONEWS



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SEZ. DISABILITà NEWS “Reatech”, fiera evento a Milano dal 24 al 27 maggio

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA 


Si avvicina l’appuntamento con Reatech Italia, la nuova fiera-evento che si terrà a Fiera Milano (Rho), dal 24 al 27 maggio nei Padiglioni 2 e 4. Qui si potrà indagare il meglio delle soluzioni e dei servizi pensati per favorire accessibilità, inclusione e autonomia per le persone con disabilità o con ridotta autonomia.

Tante opportunità, momenti di riflessione e formazione, occasioni d’incontro punteggeranno l’intera durata della manifestazione, aperta al pubblico e a ingresso gratuito su registrazione, semplicemente preregistrandosi on line.

Reatech Italia è per tutti e accoglierà famiglie, bambini e persone di tutte le età, oltre che professionisti negli ambiti della disabilità e dei servizi agli anziani, ricercatori, insegnanti, pedagogisti e operatori sanitari. Un evento pensato soprattutto per condividere esperienze, consigli e momenti d’incontro.

Reatech Italia è facile da visitare: i Padiglioni 2 e 4 del quartiere Fiera Milano sono i più vicini all’ingresso di Porta Est e i più facilmente accessibili dalla fermata della metropolitana e della stazione ferroviaria di Rho-Fiera. All’interno dei padiglioni un’area eventi e sale consentiranno a tutti di partecipare ai numerosi appuntamenti e i convegni in programma (consultabili a questo link:www.reatechitalia.it).

Tutti i convegni saranno sottotitolati per offrire fruizione completa per ogni utente e audioguide dei percorsi in mostra saranno a disposizione delle persone non vedenti e ipovedenti.

Reatech Italia è ricca di contenuti: lo spazio espositivo sarà diviso in aree, per orientare il visitatore verso i diversi temi cui si aprirà la manifestazione.

Sarà così possibile scoprire la sezione delle ISTITUZIONI E CENTRI DI RICERCA, un’area per raccontare il TURISMO accessibile, gli spazi delle ASSOCIAZIONI, quelli in cui saranno presentate le soluzioni dell’AUTOMOTIVE, l’area dedicata all’ABITARE, quelle dedicate allo SPORT e al TEMPO LIBERO e una sezione pensata per mettere i visitatori in contatto con Ippoterapia, Onoterapia e Pet-Therapy. (R.R.)

La versione integrale di questo articolo è disponibile all’indirizzo: www.uildm.org

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SEZ. DISABILITà NEWS Fano: le pedane per i disabili restano al loro posto

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA 


BOLOGNA – – Molto rumore per nulla. È il polverone sollevato involontariamente dalla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici delle Marche, che aveva detto «no» alle pedane per le persone disabili poste all’ingresso di alcuni negozi del centro storico di Fano (Pesaro-Urbino). Gli scivoli, infatti, considerati brutti e pericolosi dall’ente che fa capo al ministero per i Beni e le attività culturali, resteranno dove sono grazie alle proteste scatenate dai commercianti e alla scelta compiuta dall’amministrazione cittadina. Finora sono 31 gli scivoli per le persone disabili installati tra corso Matteotti e la zona di piazza Ariani; il progetto però, realizzato in collaborazione con l’Associazione genitori con figli portatori di handicap di Fano, ne prevede 140 per un valore complessivo di circa 20mila euro.

LE REAZIONI AL CASO – Chiamata dal Comune di Fano a esprimere un parere di conformità, la Soprintendenza aveva dato esito negativo, in quanto le pedane situate all’ingresso di alcuni esercizi commerciali apparivano «non consone al decoro del centro storico e non idonee a garantire la sicurezza pubblica» – si legge nel documento –, suggerendo «soluzioni mobili da posizionare a richiesta» della persona disabile o della mamma con il passeggino. Indignata la reazione a caldo del presidente dell’Aism (Associazione italiana sclerosi multipla) di Pesaro, Giorgio Marchetti. «Dinnanzi a scempi architettonici e commerciali di cui ogni centro storico ha abbondanti esempi, la soprintendenza addita gli scivoli per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Riteniamo vergognosa la pretesa che una persona in carrozzina debba fermarsi sulla porta di un negozio e richiedere una pedana per potervi accedere – si legge in una nota –. Gli scivoli forse non sono la quintessenza della bellezza o del pregio artistico, ma di certo sono un segnale di civiltà. Quegli orrori che secondo la soprintendenza deturpano il centro storico di Fano – e prima ancora di Ancona – concedono dignità e autonomia alle persone disabili. Rimuovere le pedane rappresenterebbe un pericoloso precedente e una regressione culturale».

TRA EQUIVOCI E TECNICISMI - Dopo la «voce grossa» fatta anche dai cittadini, dai commercianti che le avevano installate per l’accessibilità dei propri negozi, da alcuni esponenti politici e dallo stesso Comune di Fano, la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici delle Marche e lo stesso sindaco Stefano Aguzzi hanno spiegato l’arcano. In realtà si è trattato di un parere non vincolante, richiesto dall’amministrazione comunale in quanto alcuni scivoli sarebbero stati applicati davanti a un palazzo storico, nello specifico palazzo Corbelli. Un caso recente, portato alla ribalta dalle cronache locali a fine aprile, che ha fatto parecchio discutere sia per il tecnicismo del parere dato dalla Soprintendenza pur di fronte a un tema così delicato come il superamento delle barriere architettoniche sia per il malinteso creato tra due enti pubblici, che ha costretto il soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici delle Marche Giorgio Cozzolino e il sindaco di Fano in persona a correre ai ripari per sanare l’equivoco. Il Comune, comunque, ha sempre conservato la regia dell’iniziativa: prima chiedendo un giudizio di conformità sulle pedane e poi decidendo di non rispettarlo.

La versione integrale di questo articolo è disponibile all’indirizzo: www.corriere.it

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SEZ. DISABILITà NEWS Pavia, Truffa delle invalidita: si indaga anche sull’Inps

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA PAVIA – Due impiegati dell’Asl su tre hanno ammesso di avere creato delle pratiche fittizie per percepire gli assegni di invalidità. Ma allo stesso tempo hanno smentito di avere avuto, in questa vicenda, il ruolo di “registi” o di ideatori del piano, scaricando questa responsabilità sulla collega Guiduccia Massolini, arrestata a gennaio con le stesse accuse di truffa e falso. Nonostante le parziali ammissioni, però, gli interrogatori di ieri non chiudono affatto il caso delle truffe che sarebbero state commesse da impiegati dell’Asl. Anzi, aprono nuovi scenari su possibili responsabilità di dipendenti dell’Inps e anche su funzionari della stessa Asl. A entrambi potrebbe essere contestato di non avere controllato come avrebbero dovuto. Le domande del magistrato Paolo Mazza, presente all’interrogatorio di garanzia insieme al gip Erminio Rizzi, si sono concentrate proprio su questa ipotesi. E sarebbe anche spuntato il nome di un impiegato dell’Inps che, sulla base dei mandati di pagamento emessi dall’Asl, avrebbe disposto i versamenti a favore di eredi che con i defunti beneficiari non avevano alcun legame di parentela. Anche se al momento non ci sarebbero dipendenti dell’Inps o funzionari dell’Asl iscritti nel registro degli indagati, sembra esserci la volontà della magistratura di fare piena luce sulla vicenda.

La prima a parlare, ieri mattina in carcere a Vigevano, è stata Raffaella Barbieri, 45 anni di San Genesio. L’impiegata, a cui vengono contestati almeno 8 casi di truffa, e che era affiancata dal legale Pietro Trivi, ha esordito riconoscendo le proprie responsabilità. Ma ha negato di avere avuto il ruolo di promotrice della truffa. «Sono stata coinvolta in questa faccenda dalla Guiduccia Massolini – avrebbe spiegato agli inquirenti –. La collega mi ha parlato di questa possibilità, aggiungendo che tanto quei soldi, se non venivano presi da noi, sarebbero ritornati allo Stato». Anche Maria Grazia Cotroneo, l’impiegata di 43 anni di Milano, difesa dagli avvocati Bernardo Marino e Serena Chiusolo, ha parlato di richieste «insistenti della Massolini, che in quel periodo aveva problemi economici. Era stata lei a dire che se si fosse trovato qualcuno disposto a prestarsi, si poteva mettere le mani sul tesoretto». La Cotroneo, dal canto suo, ha ammesso però un solo episodio, che è poi quello contestato nell’ordinanza di custodia cautelare, «a dimostrazione del fatto che la nostra assistita aveva un ruolo del tutto marginale – dice l’avvocato Chiusolo –. Stiamo valutando il ricorso al Riesame per la scarcerazione».

L’avvocato Luciano Giulidori, legale di Mario Moroni, il 52enne di Bereguardo, ha invece sollevato un errore nel capo di imputazione: «Il mio assistito non ha mai lavorato nell’ufficio delle invalidità civili ma da sempre al servizio veterinario. Confido, per questo, che a breve possa essere scarcerato». Il magistrato, che contesta a Moroni tre episodi di truffa, ha comunque la possibilità di precisare l’accusa.

di Maria Fiore
La versione integrale di questo articolo è disponibile all’indirizzo: laprovinciapavese.gelocal.it

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SEZ. DISABILITà NEWS Disabile prigioniero in casa scrive al presidente Napolitano

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA OZZANO (BO) – “Da tre anni mio figlio disabile è prigioniero in casa, ma ho vinto la mia battaglia”. La guerra di Mara Valdrè è cominciata in una piccola casa a Ozzano Emilia. E la sua storia è arrivata fino ai piani alti del Quirinale. “Nel 2009 chiesi al Comune di poter costruire una rampa per disabili che dal parcheggio, di mia proprietà, arrivasse fino a casa. Mi hanno negato il permesso per occupazione di suolo pubblico”.

Ma il Consiglio di Stato ha ribaltato tutto, le ha dato ragione e oggi il geometra del Comune che non diede il permesso è indagato per abuso d’ufficio. Una storia fatta di burocrazia, carte bollate e ordinanze. Che sembrava esser partita col piede giusto: “La prima volta ho chiesto di fare una piccola rampa per mio figlio, e col Comune c’era stato un tacito consenso – racconta Mara – Poi, però, da alcuni operatori sanitari mi è stato consigliato di fare una rampa più grande, in modo che potesse passare anche una barella. Ma in questo caso i tecnici comunali non hanno accolto la mia richiesta, contestando l’uso privato di uno spazio pubblico. Ma quel parcheggio è di mia proprietà!”.

Il progetto non è stato autorizzato. La signora Valdrè però non si è arresa, e i suoi avvocati hanno lavorato su due fronti, uno civile e l’altro penale. Il legale Maura Nicolì ha presentato ricorso al Consiglio di Stato, che proprio in questi giorni ha bocciato l’ordinanza del Comune. Mara, dal canto suo, nell’attesa della decisione,

si era rivolta persino al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: “Ho scritto che questi sono stati tre anni d’inferno, che mio figlio è prigioniero in casa. Mi hanno risposto dalla segreteria del Presidente, dicendomi che la mia pratica era appunto al Consiglio di Stato. Poi per fortuna è arrivata questa sentenza. Già nel 2010 dimostrai che il parcheggio era di mia proprietà”.

Ma c’è anche l’aspetto penale, su cui ha aperto un fascicolo il pm Antonello Gustapane. “Le indagini sono ancora in corso – dice l’avvocato di Mara, Francesco Miraglia – Al momento è indagato per abuso d’ufficio il geometra del Comune, e il pm ha in mano una relazione che dimostra come quella proprietà è privata”. “Io ho denunciato anche l’ingegnere dell’amministrazione e il sindaco Loretta Masotti – conclude Mara – Proprio il sindaco disse che quel parcheggio era pubblico, nonostante avessi dimostrato il contrario”.

di ROSARIO DI RAIMONDO
La versione integrale di questo articolo è disponibile all’indirizzo: bologna.repubblica.it

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SEZ. DISABILITà NEWS “Una coppia con un figlio disabile può adottare un altro bambino”

PROPOSTO DA MICHELE PAPPACODA MILANO – Una coppia con un figlio che ha una disabilità è considerata idonea ad adottare un bambino. La Corte d’Appello di Milano ha ribaltato una sentenza del Tribunale dei Minori che qualche mese fa aveva negato questa possibilità a una coppia che aveva fatto richiesta di adozione internazionale indicando che in famiglia vi era un figlio con disabilità. La Corte d’Appello ha accolto il ricorso della coppia, giudicandola idonea, e sottolineando come la sentenza di primo grado fosse viziata da un pregiudizio verso la disabilità.

SINDROME DI DRAVET – Elena e Patrick sono sposati dal 2004 dopo anni di convivenza, 36 anni lei, 38 lui, un figlio di sei, buon lavoro per entrambi, casa nel Varesotto, avevano fatto domanda di adozione internazionale. Carabinieri, Servizi Sociali e psicologo incaricato dall’Asl avevano dato parere favorevole. Il Tribunale dei Minori aveva invece accolto infatti il solo parere contrario del Pubblico Ministero: «La coppia, già gravata dalla malattia del figlio naturale» non può «essere gravata anche da problematiche e rischi che l’adozione internazionale potrebbe comportare». Il figlio Nicolò ha una forma di epilessia, la sindrome di Dravet. «La prima crisi a sei mesi e fino ai tre anni è stata dura. È borderline per la sua malattia: va all’asilo, ha un maestro di sostegno, un lieve ritardo psicomotorio, un disturbo dell’attenzione, è iperattivo. So che sembra assurdo, ma non potevamo sperare di meglio: Nicolò è Nicolò». Elena si illumina parlando del figlio: «Quando entra in classe è come se entrasse il sole».

LE POSIZIONI - «Una decisione che nasceva da un pregiudizio sulla disabilità, in contrasto con la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, Costituzione e legge 67/2006, che vieta la discriminazione a causa di disabilità»: Rosa Cervellione, presidente della Federazione Italiana Epilessie, è l’avvocato che ha anche curato il ricorso della coppia. Di diverso parere era Mario Zevola, presidente del Tribunale dei Minori: «Curiamo gli interessi dei minori. Si cercano le coppie che garantiscano le migliori condizioni e non determino problemi ai bambini abbandonati». La Corte d’Appello ha ribaltato la decisione di primo grado: «…appare fondata su una concezione statica e assoluta, per così dire, della disabilità come malattia, anziché come condizione risultante dall’interazione tra il disabile e tutto quanto lo circonda».

I GENITORI - I giudici della Corte d’Appello hanno poi avuto parole molto significative verso i due genitori, riconoscendo che avendo la famiglia esperienza con un figlio con disabilità sia in grado di affrontare meglio le difficoltà che una adozione comporta: «Appaiono capaci di affrontare le rilevanti difficoltà connesse all’adozione internazionale, perché consapevoli della complessità dell’essere genitori, preparati alla diversità e in grado di assumersi il disagio e la sofferenza di cui il minore da adottare è spesso portavoce per vicende dolorose – di abbandono, di abusi, di estrema povertà – vissute lontano, vicende che a volte restano per i genitori ignote per lungo tempo e che però segnano la crescita e la relazione».

La versione integrale di questo articolo è disponibile all’indirizzo: www.corriere.it

10:54 Scritto da: mikinews in SEZ. DISABILITà NEWS | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

SEZ. DISABILITà NEWS Treni difficili per disabili e ipovedenti, “Codici” raccoglie le denunce

PROPOSTO DA MICHELE PAPPACODA Le ferrovie italiane viaggiano ormai a due velocità, non solo nel senso dei chilometri orari. C’è la parte dell’Alta Velocità dove si investe in qualità ed efficienza e c’è la parte dei treni pendolari che è quasi una bad company, dove sicurezza e qualità latitano sempre più. Il Codicidenuncia le enormi difficoltà che si trova ad affrontare un disabile che decide di prendere il treno: un vero e proprio percorso ad ostacoli.

All’Associazione sono giunte numerose segnalazioni sulla carenza di servizi per le persone ipovedenti: le bacheche con le informazioni e gli orari sono molto profonde o hanno i bordi della facciata così grandi da coprire buona parte dei fogli. I monitor spesso sono posizionati troppo in alto oppure, nel caso degli lcd, sono poco leggibili. Il pericolo di sbagliare fermata, poi, è sempre in agguato, visto che il sistema satellitare spesso non funziona. Il servizio di annuncio delle fermate da parte del personale è spesso assente.

Inoltre il servizio di accompagnamento disabili viene effettuato solo nei giorni, negli orari e nei treni decisi da Trenitalia, che possono non corrispondere con quelli di cui ha bisogno il cliente. Solo nelle stazioni capoluogo di Regione, dove c’è l’assistenza disabili, se il personale non è impegnato, si può avere un accompagnamento al treno. Nelle altre stazioni, invece, la prenotazione di accompagnamento deve essere richiesta dalle 6 alle 48 ore prima. La prenotazione viene effettuata telefonicamente allo 063000 o all’199303060, numeri che molto spesso sono occupati per ore o riportano interruzioni tecniche rendendo impossibile il servizio necessario.

Si fa poi fatica a riconoscere il personale del servizio di accompagnamento, poiché le divise non sono ben identificabili. Una volta saliti sul treno, le difficoltà non finiscono: il numero ridotto di carrozze e dei posti sui treni IC e AV, ES non facilita certo la situazione. Il Codici ha più volte tentato di sollecitare i dirigenti di Trenitalia a risolvere le problematiche sopra citate, considerando anche l’elevata rilevanza di una condizione sociale che riguarda in Italia ben 1,5 milioni di persone. Ma le risposte da parte del gruppo societario non sono ancora arrivate.

“I servizi per i disabili hanno gravi carenze, sono insufficienti e quando sono presenti spesso riportano malfunzionamenti – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – Per questo motivo il Codici invita i cittadini a segnalare all’associazione le problematiche incontrate e sollecita ulteriormente i dirigenti di Trenitalia ad impegnarsi per migliorare una situazione divenuta ormai insostenibile”.

La versione integrale di questo articolo è disponibile all’indirizzo: www.helpconsumatori.it

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05/05/2012

CAMPANIA NEWS AVELLINO Donna azzannata da un rottweiler È ricoverata in gravissime condizioni

AVELLINO - Assalita e ferita da un rottweiler, viene ricoverata in ospedale, dove versa in gravi condizioni. Vittima una donna, sottratta in tempo a conseguenze peggiori. Si è sfiorata la tragedia, ieri pomeriggio, a Montoro Inferiore. Alla frazione capoluogo Piano dove un rottweiler ha aggredito una donna provocandole gravissime ferite alle braccia 
ed alle spalle. Il fatto si è verificato in una villetta situata in via Sandro Pertini. Secondo quanto ricostruito dalla polizia municipale, intervenuta prontamente sul posto, la donna, residente a Pellezzano, si accingeva ad aprire il cancello della casa per far entrare degli operai, quando il cane le si è avventato contro, forse perché infastidito dal passaggio di un secondo animale lungo la strada.

Fatto sta che il molosso si è accanito contro la donna, che ha cercato disperatamente di difendersi con le braccia dall’attacco furioso dell’animale. Le sue grida di aiuto hanno attratto l’attenzione della proprietaria del cane, che risiede da poco nella villetta, proveniente dal comune di Fisciano. La signora è riuscita, insieme agli altri presenti, a bloccare il cane e ad evitare che attaccasse la vittima alla gola. In pochi attimi si è provveduto a soccorrere la malcapitata e ad allontanare il cane. 

Con l’urgenza del caso, la ferita veniva trasportata presso il pronto soccorso dell’ospedale di Solofra. Qui i medici hanno provveduto a suturare le profonde ferite riportate. Il rottweiler è stato invece preso in consegna dal veterinario dell’Asl Avellino dottore Alessandro Faggiano che, dopo gli accertamenti del caso, ne disponeva il trasferimento presso il canile convenzionato con il comune di Montoro Inferiore. L’animale vi rimarrà in osservazione per dieci giorni, prima di decidere quale sarà il suo destino. 
Vi è da aggiungere che, stando a quanto riferito dalla proprietaria, il molosso non ha mai dato problemi, vivendo da tempo con un altro cane della stessa razza. 

La donna non è riuscita a spiegarsi l’accaduto, anche perché la signora ferita era da tempo conosciuta dall’animale a cui spesso dava anche da mangiare.

pi.mo. IL MATTINO DI NAPOLI

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PRIMO PIANO Padova, pullman si ribalta sull'A13 almeno 5 morti e 5 feriti gravi FOTO VIDEO E APPROFONDIMENTI

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Le vittime sono tutte di Aprilia, da dove il bus è partito con a bordo oltre 20 persone: tutti ex carabinieri e loro familiari diretti al raduno nazionale dell'Arma a Jesolo. L'incidente dopo Terme Euganee

Padova, pullman si ribalta sull'A13

PADOVA - Tragedia nel padovano. Almeno 5 persone sono morte e 18 sono rimaste ferite, cinque in modo grave, in un incidente stradale che ha coinvolto un pullman, uscito dalla carreggiata nel tratto del Comune di Legnaro (Padova) l'autostrada A13. In precedenza si era parlato di sei vittime, cifra poi smentita dai Vigili del Fuoco di Padova a Sky Tg24. Sul mezzo, proveniente dal Lazio ediretto a Jesolo al XXII raduno nazionale dell'Arma, viaggiavano ex carabinieri iscritti all'associazione nazionale di Aprilia, in provincia di Latina, e loro familiari. Sul posto polizia stradale e i vigili del fuoco, che hanno estratto i corpi dalle lamiere. 

Le vittime. Sono state identificate quattro delle cinque vittime dell'incidente sulla A13 in cui sono rimaste ferite altre 18 persone, cinque delle quali in modo molto grave. Le vittime sono tutte di Aprilia: Gianfranco Gruosso, 42 anni, Settimio Iaconianni, 75, Maria Aronica, 57, Roberto Arioli, 57, quest'ultimo presidente dell'Associazione Carabinieri di Aprilia. La quinta vittima è una donna, di circa 60 anni, non ancora identificata. 

I feriti. I 18 feriti, tra cui cinque in codice rosso, sono stati portati in vari ospedali veneti: 12 a Padova, 2 ad Abano Terme, uno a Piove di Sacco, 2 a Monselice e uno a Treviso. Nel frattempo, i Carabinieri hanno messo a disposizione un numero di telefono (            049-8525582      ) della sala situazione del Comando provinciale di Padova per quanti hanno necessità di avere informazioni.

La dinamica. Verso le 8 di mattina il pullman, con a bordo almeno 20 persone, viaggiava in direzione di Padova quando, all'altezza di Terme Euganee nei pressi di Ponte San Nicolò, è uscito di strada finendo in una scarpata, girando su se stesso per alcune decine di metri prima di fermarsi su un fianco, lungo l'argine di un canale di scolo. Il mezzo stava iniziando la salita di un cavalcavia quando ha deviato improvvisamente percorso, per cause ancora da chiarire, sfondando le barre di protezione e rotolando giù per la scarpata. L'autostrada A13, è stata riaperta poco prima delle 12 all'altezza del km 109, il tratto tra l'allacciamento con la Diramazione Padova Sud e Padova Zona Industriale in direzione Nord, chiuso a subito dopo l' incidente.

Le cause. Due sono le ipotesi al vaglio delle forze di polizia: potrebbe trattarsi o di un malore dell'autista (illeso nell'incidente) oppure, molto probabile, un colpo di sonno. Il mezzo infatti si sarebbe accostato molto lentamente e per un buon periodo di tempo al margine della carreggiata per poi addossarsi al guardrail e inevitabilmente ribaltarsi fuoristrada ad un passo da un viadotto.

Annullato il raduno dell'Anc. Le iniziative del XXII raduno nazionale dell'Associazione nazionale carabinieri previste per la giornata sono state annullate in segno di lutto. Lo riferiscono gli organizzatori, esprimendo cordoglio per le vittime. In programma c'erano tra l'altro una esibizione di unità cinofile, l'aviolancio di paracadutisti, un saggio equestre e, stasera, il concerto della Banda dei carabinieri.

Napolitano. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appresa la notizia del tragico incidente, ha espresso la sua commossa partecipazione al cordoglio per il luttuoso evento, unitamente ai più affettuosi sentimenti di solidarietà ai tanti feriti. Lo rende noto un comunicato del Quirinale. 

Il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, ha espresso profondo cordoglio per le vittime dell'incidente. «Questa notizia - ha dichiarato - mi ha rattristato profondamente. Desidero far giungere la mia particolare vicinanza all'Associazione Nazionale Carabinieri».

Il governatore Zaia. «Una disgrazia che colpisce tante famiglie - ha detto il presidente del Veneto Luca Zaia - alle quali rivolgo le condoglianze mie personali, della Regione e di tutta la comunità veneta. Rivolgo un pensiero anche all'Associazione Nazionale Carabinieri che sta celebrando a Jesolo e Venezia, dove il pullman era diretto, il suo ventiduesimo raduno, e che ha deciso di annullare in segno di lutto le iniziative previste per oggi».

Il presidente della Regione Lazio Polverini. «Un grave lutto che colpisce la città di Aprilia e la nostra regione e che ci addolora profondamente. Voglio rivolgere il cordoglio mio e della Regione Lazio alle famiglie delle vittime, all'Associazione nazionale Carabinieri, a tutta la comunità di Aprilia». Lo afferma la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini.

Approfondimenti
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di incidenti dal 2006 a oggi
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Padova, pullman si ribalta sull'A13
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Video
 Il recupero del pullman ribaltato
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 Padova, pullman finisce in un canale (video Youreporter.it)
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Sabato 05 Maggio 2012 -

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PRIMO PIANO I genitori orchi legavano la figlia al letto e la «vendevano» per cibo e pochi euro

 

NAPOLI - È stata ridotta per anni in uno stato di schiavitù dai suoi genitori che la costringevano a lavorare e a prostituirsi per pochi euro. 

È la triste storia di Maria (nome di fantasia), una ragazza di 23 anni di Cicciano che dopo aver subito maltrattamenti e vessazioni è scappata di casa e finalmente ha trovato il coraggio di denunciare i suoi genitori aguzzini ai carabinieri. 

Ci sono voluti due anni di indagini per accertare la veridicità del terribile racconto fornito alle forze dell’ordine e alla magistratura. Un lavoro certosino per riscontrare quelle terribili accuse che l’altro giorno hanno consentito, su disposizione del tribunale di Nola di arrestare i genitori della vittima. A far scattare le manette intorno ai polsi del padre A. P. e della madre R. P. rispettivamente di 61 e 51 anni sono stati i carabinieri della stazione di Acerra guidati dal maresciallo Vincenzo Vacchiano i e i militari della compagnia di Castelcisterna diretta dal capitano Michele D’Agosto. 

Alla ragazza, allora minorenne, sarebbe stato imposto con la forza di prostituirsi in cambio non solo di una decina di euro, ma anche di alimenti che venivano consegnati direttamente nelle mani dei genitori. E addirittura la povera Maria sarebbe stata addirittura immobilizzata sul letto di casa per costringerla ad avere rapporti sessuali a pagamento. A spingere a raccontare, dopo anni, le sevizie subite è stata una famiglia di Acerra dove la ragazza si era rifugiata per sfuggire al suo terribile destino di schiavitù. Sono stati proprio quei «genitori adottivi» i primi ad accorgersi che qualcosa non andava nel comportamento di quella ragazzina esile, bassina e dai capelli folti e neri. 

I suoi incubi nel cuore della notte, le sue paure, il suo atteggiamento inspiegabilmente diffidente e guardingo avevano spinto la famigliola acerrana ad indagare sul passato di Maria fino a scoprire la terribile verità. 

Ed è così che due anni fa circa la ragazza si convince a denunciare le vessazioni subite «fin dalla tenera età» ai carabinieri di Acerra. Maria ha conseguito a malapena il diploma di scuola media inferiore, ma fin da quando era minorenne sarebbe stata costretta dai genitori in un primo momento a lavorare come donna di pulizia presso famiglie e condomini di Cicciano. Ma del denaro che riusciva racimolare non ne vedeva nemmeno l’ombra. Finiva direttamente nelle tasche dei genitori. 

Successivamente la ragazza sarebbe stata costretta a subire con condizionamenti psicologici, ma anche con minacce e percosse, rapporti sessuali in cambio di denaro. Le prestazioni sessuali sarebbero avvenute fin da quando era minorenne direttamente nell’abitazione di famiglia, in un quartiere popolare di Cicciano. 

I genitori sono entrambi disoccupati e con precedenti penali. Il padre, 61 anni, in passato sarebbe stato denunciato per contrabbando. La madre di 10 anni più giovane del consorte, è invece una casalinga. Insieme, hanno accertato i carabinieri dopo due anni di indagini, avrebbero ridotto praticamente in schiavitù la loro figlia. In famiglia pare che nessuno si sia accorto del dramma che stava vivendo la giovane fino a quando non sono scattate le manette. I due genitori, dopo gli accertamenti di rito, sono stati incarcerati rispettivamente al carcere napoletano di Poggioreale ed a Pozzuoli. 

di Enrico Ferrigno IL MATTINO DI NAPOLI

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02/05/2012

SPORT NEWS Nuoto, muore a 26 anni Dale Oen Il campione mondiale ucciso da un infarto

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA NEW YORK - Tragedia nel mondo del nuoto: il norvegese Alexander Dale Oen, 26 anni campione del mondo a Sanghai 2011 e argento olimpico a Pechino 2008 nei 100 rana, è morto in allenamento a Flagstaff, in Arizona, per un infarto. Lo rende noto la federazione nuoto norvegese. 

Il corpo di Dale Oen è stato trovato ieri nel tardo pomeriggio, privo di sensi, nella sua stanza, tra pavimento e vasca da bagno: lo riportano i media di Oslo. Il compagno di stanza ha bussato ma non ha ricevuto risposta. Immediati i soccorsi del medico della nazionale, l'ambulanza è arrivata dopo 6 minuti ma Oen è stato dichiarato morto alle 21, in ospedale.

IL MATTINO DI NAPOLI

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30/04/2012

CAMPANIA NEWS NAPOLI Le fiamme nella storica pizzeria Sorbillo I verdi: «Commenti choc dei leghisti»

20120430_sssss.jpgINSERITO DA ANGELA CECERE

Oleeeee! La Padania non perdona; Dovrebbero bruciare tutti in terronia; Voleva incassare i soldi dell'assicurazione NAPOLI - Brucia nel centro antico di Napoli la pizzeria di Gino Sorbillo e sulla rete qualcuno è felice. È quanto raccontano il commissario regionale dei Verdi Ecologisti, Francesco Emilio Borrelli ed il segretario cittadino Vincenzo Peretti che hanno organizzato sabato scorso anche la manifestazione di solidarietà all'imprenditore. «Sulle discussioni Facebook dei leghisti e pseudo padani in questi giorni alcuni utenti hanno commentato con entusiasmo l'incendio della pizzeria Sorbillo. La cattiveria di questi utenti con amicizie o con appartenenze dichiarate alla Lega è sicuramente dovuta alle storiche iniziative "anti carroccio" della pizzeria dei Tribunali da sempre critica con gli uomini di Bossi e le loro derive anti napoletane». «Ci sono stati inviati commenti sconvolgenti - continuano Borrelli e Peretti - del tipo "brucia Sorbillo", brucia. "Oleeeee! La Padania non perdona", oppure "ben gli sta, dovrebbero bruciare tutti in terronia e comunque puzzano sempre" e ancora "peccato che assieme alla pizzeria non è bruciato anche il titolare e alcuni rifiuti umani napoletani", "il terrone si è bruciato la pizzeria da solo per farsi pubblicità ed incassare i soldi dell' assicurazione. L' ennesima truffa ai danni del nord produttivo". Il tenore di questi commenti che ci sono stati segnalati da utenti indignati ci disgustano e ci convincono sempre di più che prima verrà spazzata via la Lega ed i suoi adepti prima l'Italia starà meglio».

FONTE IL MATTNO DI NAPOLI

30 APRILE 2012

15:19 Scritto da: mikinews in CAMPANIA NEWS | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook